Convivenza di fatto: diritti e doveri delle coppie non sposate

Vivete insieme ma non siete sposati. Quali sono i vostri diritti? La risposta non è semplice come dovrebbe essere. Perché in Italia, fino a pochi anni fa, la convivenza di fatto era praticamente invisibile agli occhi della legge. Due persone potevano vivere insieme per vent'anni, costruire una vita comune, avere figli, e legalmente essere considerate due estranei.
Le cose sono cambiate nel 2016 con la legge Cirinnà, che ha introdotto le unioni civili per le coppie omosessuali e ha dato finalmente un riconoscimento alle coppie di fatto. Ma i diritti riconosciuti sono ancora limitati rispetto al matrimonio. E molte persone non sanno nemmeno cosa spetta loro.
Vediamo cosa significa legalmente convivere, quali diritti avete, quali doveri, e cosa dovreste fare per proteggere voi stessi e il vostro partner.
Cos'è una coppia di fatto
In Italia cresce il numero dei single, ma anche quello delle coppie che vivono insieme senza vincoli legali. Una coppia di fatto, o convivenza di fatto, è l'unione tra due persone maggiorenni che convivono stabilmente senza essere sposate o unite civilmente.
Non serve registrazione. Non serve contratto. Non serve andare in comune. Semplicemente vivete insieme in modo stabile e continuativo. Questa è già una convivenza di fatto agli occhi della legge.
La legge 76/2016 (legge Cirinnà) definisce i conviventi di fatto come "due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile".
Tradotto: vivete insieme, vi amate, vi aiutate reciprocamente, non siete parenti, non siete sposati. Questo basta per essere considerati famiglia di fatto.
Differenza tra convivenza, unione civile e matrimonio
Cosa cambia, dunque, tra tutte queste situazioni? Cerchiamo di fare chiarezza.
Convivenza di fatto: Situazione di base. Vivete insieme, nessuna registrazione formale. Diritti limitati, principalmente nell'emergenza (ospedale, decisioni mediche) e in alcuni ambiti specifici.
Unione civile: Riservata alle coppie dello stesso sesso (anche se tecnicamente accessibile a coppie eterosessuali). Si registra davanti a un ufficiale di stato civile. Garantisce diritti quasi identici al matrimonio.
Matrimonio: Forma più "completa" di riconoscimento legale. Diritti estesi su eredità, pensione di reversibilità, patrimonio, fisco, assistenza.
Molte coppie eterosessuali scelgono la convivenza perché non vogliono sposarsi per motivi ideologici, pratici, o semplicemente perché non sentono il bisogno del riconoscimento formale. Ma questa scelta ha conseguenze legali importanti.
Diritti dei conviventi non sposati
Diritto di abitazione
Se vivete in una casa di proprietà di uno dei due e il proprietario muore senza testamento, il convivente superstite ha diritto a continuare a vivere nella casa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore (massimo cinque anni).
Questo diritto è importante ma limitato. Dopo questo periodo, se la casa va agli eredi, potreste dover lasciare l'abitazione.
Se la casa è in affitto intestata a uno dei due, il convivente superstite ha diritto a subentrare nel contratto in caso di morte o abbandono dell'altro.
Assistenza sanitaria e decisioni mediche
Il convivente può essere designato come rappresentante in caso di malattia che comporti incapacità di intendere e volere. Può prendere decisioni mediche se l'altro non è in grado.
Ha diritto di visita in ospedale anche in terapia intensiva o reparti con accesso limitato. Fino a pochi anni fa i conviventi non sposati potevano essere esclusi.
Previdenza e assistenza
Il convivente può essere nominato nel TFR del partner defunto se espressamente indicato.
In caso di morte sul lavoro, il convivente ha diritto a indennizzo INAIL se c'era convivenza da almeno tre anni o se ci sono figli comuni.
IMPORTANTE: La pensione di reversibilità non spetta ai conviventi di fatto. Solo coniugi e partner di unione civile hanno questo diritto. I conviventi, anche dopo 30 anni insieme, non ricevono nulla.
Permessi lavorativi
Il convivente ha diritto a permessi per assistere il partner con disabilità grave (legge 104) se non può essere assistito da coniuge, genitori o figli.
Ha diritto a congedo per gravi motivi familiari se deve assistere il convivente.
Successione
Il convivente non è erede legittimo. Se il partner muore senza testamento, tutto va ai parenti. Il convivente non eredita nulla automaticamente.
L'unico modo per garantire eredità al convivente è fare testamento. E anche così, ci sono limiti se ci sono eredi legittimari (figli, coniuge di precedente matrimonio, genitori).
Doveri dei conviventi
A differenza del matrimonio, la convivenza di fatto non crea automaticamente neppure gli obblighi legali tra i partner.
In primis, non c'è obbligo di fedeltà legalmente sancito.
Non c'è poi un obbligo automatico di mantenimento. Se vi lasciate, nessuno è tenuto per legge a mantenere l'altro, a meno che non ci siano figli comuni o accordi specifici.
Non c'è, infine, comunione dei beni automatica. Quello che ciascuno guadagna rimane suo, a meno che non venga intestato a entrambi.
Quella che può sembrare una maggiore libertà, è però anche rischio. Se uno rinuncia alla carriera per seguire l'altro, per crescere i figli, per gestire la casa, e poi la relazione finisce, non ha diritto a nulla senza contratti specifici.
Contratto di convivenza
Dal 2016 è possibile stipulare un contratto di convivenza, un accordo scritto che regola aspetti patrimoniali della vita comune.
Cosa può includere:
Residenza comune e contribuzione alle spese. Chi paga cosa, come si dividono bollette, affitto, spese quotidiane.
Modalità di contribuzione ai bisogni comuni. Divisione proporzionale ai redditi o 50%-50%?
Regime patrimoniale. Si può decidere di mettere in comune alcuni beni o tenere tutto separato.
Come si fa:
Deve essere redatto in forma scritta con firma autenticata da notaio, avvocato, o ufficiale di stato civile. Ha un costo variabile.
Cosa NON può includere:
Obblighi personali come fedeltà o comportamenti nella vita privata. Il contratto riguarda solo aspetti patrimoniali.
Disposizioni su eventuali figli. I diritti dei minori non possono essere regolati da contratto privato.
Il contratto può essere modificato con accordo di entrambi o risolto con preavviso di almeno tre mesi.
Famiglia di fatto con figli
Se avete figli insieme, i figli hanno gli stessi diritti che avrebbero se foste sposati. Il riconoscimento crea gli stessi obblighi di mantenimento, educazione, istruzione.
Se vi lasciate, funziona come una separazione: affidamento (di solito condiviso), assegno di mantenimento, diritto di visita. Le regole sono identiche.
La differenza? Non c'è obbligo automatico di mantenimento tra i partner. Solo verso i figli.
Casa: proprietà, affitto, acquisto insieme
Casa di proprietà di uno solo: L'altro non ha diritti sulla casa. In caso di rottura, chi non è proprietario deve andarsene (salvo il periodo di due-cinque anni in caso di morte).
Casa in affitto: Se intestata a uno solo, l'altro è tecnicamente un ospite. Meglio intestare a entrambi dall'inizio.
Acquisto insieme: Deve essere intestata a entrambi con quote specificate. Se uno paga di più, le quote possono essere diverse (es. 70%-30%).
In caso di separazione, se uno vuole tenere la casa deve riscattare la quota dell'altro pagandola. Altrimenti si vende.
Separazione: cosa succede quando finisce
Non essendoci matrimonio, non esiste un "divorzio" per conviventi. Semplicemente uno o entrambi decidono di andarsene. Cosa accade in questo caso?
Patrimonio: Ciascuno tiene quello che è intestato a lui. Quello intestato a entrambi va diviso.
Casa: Chi è proprietario o ha il contratto decide. L'altro deve andarsene (salvo figli minori che danno diritto a restare al genitore collocatario).
Figli: Affidamento e mantenimento come per coppie sposate.
Mantenimento tra partner: Non esiste automaticamente. Solo se previsto da contratto di convivenza.
Pro e contro della convivenza
Pro:
· Libertà di scegliere il proprio modello senza vincoli formali
· Nessun obbligo legale di fedeltà o mantenimento
· Nessun costo di matrimonio e divorzio
· Più flessibilità nella gestione patrimoniale
Contro:
· Meno tutele legali (eredità, reversibilità)
· Chi contribuisce di più rischia di rimanere senza nulla
· Complessità nella gestione patrimoniale senza contratto
· Il superstite non eredita automaticamente
Cosa fare per proteggervi
Se scegliete la convivenza, proteggetevi con questi strumenti:
Fate testamento entrambi. È l'unico modo per garantire che il partner erediti.
Considerate un contratto di convivenza. Anche semplice, stabilisce divisione spese e destino dei beni.
Intestate la casa a entrambi se la comprate insieme. Specificate le quote.
Documentate contributi economici. Bonifici con causale chiara possono servire per chiedere rimborsi.
Assicurazione vita. Compensa la mancanza di pensione di reversibilità.
Nominate il partner nelle deleghe sanitarie. Per decisioni mediche in caso di incapacità.
Comunicate chiaramente sulle reciproche aspettative. Non date per scontato che sia "come essere sposati". Non lo è legalmente.
Conclusione: consapevolezza è protezione
La convivenza di fatto è una scelta legittima e sempre più comune. Ma va fatta con consapevolezza delle implicazioni legali.
Non è un "matrimonio senza carta". È una situazione legale differente con diritti e doveri diversi. Può funzionare benissimo se entrambi sanno cosa comporta e prendono precauzioni.
Il problema è la mancanza di informazione. Coppie vivono insieme per anni senza sapere che il partner non erediterà nulla, non avrà diritto alla casa, non riceverà pensione di reversibilità.
Informarsi, pianificare, mettere per iscritto accordi basici, fare testamento. Sono tutti gesti semplici che possono evitare drammi.
La legge italiana ha fatto passi avanti nel riconoscere le coppie di fatto. Ma i diritti sono ancora meno di quelli del matrimonio. Quindi se scegliete la convivenza, proteggetevi con gli strumenti disponibili: contratto, testamento, intestazioni condivise.
L'amore non basta per garantire diritti. Serve anche un po' di burocrazia intelligente.